Genzano ArtificialeCome si giocaI luoghiDomandeNovitàGIOCA

I luoghi di Genzano nel gioco

Genzano di Roma sta sul bordo di un antico cratere vulcanico dei Colli Albani, affacciata sul Lago di Nemi. Nel gioco l'abbiamo ricostruita a partire dalle mappe vere: circa 50 km di strade, più di mille edifici, su circa 4 km² fra il paese, il lago e Nemi. Ecco i posti da non perdere, e la loro storia fuori dal gioco.

La piazza

La piazza di Genzano nel gioco, con il selciato a disegni e le aiuole
Nel gioco si parte da qui.

Ogni partita comincia in piazza, a piedi. Da qui partono le strade del centro, a ventaglio, e il paese si apre in tutte le direzioni. È il posto più vivo del gioco: la gente passeggia, si ferma ai tavolini dei bar e la sera fa lo struscio, come succede davvero. Molto dell'aspetto del centro si deve ai Cesarini, poi Sforza Cesarini, la famiglia che per secoli ha tenuto il feudo e che ha lasciato al paese il palazzo e il parco affacciati sul lago.

Via Belardi e l'Infiorata

Via Belardi nel gioco: la strada in salita verso la chiesa, con le auto parcheggiate ai lati
Via Belardi, in salita verso Santa Maria della Cima.

Via Italo Belardi è la strada che sale verso la chiesa di Santa Maria della Cima, ed è la strada più famosa di Genzano. Ogni anno, per il Corpus Domini, qui si stende l'Infiorata: un tappeto di quadri fatti con petali di fiori, che copre la via dal basso fino alla chiesa. La tradizione va avanti dalla fine del Settecento; la processione ci passa sopra, e alla fine della festa i bambini lo disfano di corsa nello «spallamento».

Nel gioco l'Infiorata la stendi tu: su Via Belardi premi il comando dell'Infiorata e il tappeto di fiori si posa sulla strada. E i fiori, insieme al pane, sono anche una delle cose da lanciare.

Il pane di Genzano

Il pane casareccio di Genzano è stato il primo pane in Europa a ottenere l'Indicazione Geografica Protetta: grandi pagnotte con la crosta scura e croccante, cotte nel forno a legna. Nel gioco il pane di Genzano è in tasca fin dal primo minuto, ed è la tua arma più genzanese.

Il Corso, i quartieri e le salite

Una strada in discesa nel gioco, vista dalla macchina, con il traffico e i palazzi
Alla guida tra le strade del paese.

Oltre al centro ci sono il Corso, Via Sardegna, il quartiere delle Regioni e le vie che scendono verso la campagna. Le pendenze sono quelle vere, ricavate dal rilievo del terreno: in salita la macchina fatica, in discesa prende velocità, e sui sampietrini si sente il fondo cambiare sotto le ruote. Nei vicoli del centro storico ci si passa a malapena, ed è lì che si seminano le volanti.

Un gruppo di ciclisti in maglia rossa nel gioco, fermi a un incrocio
La domenica passano i gruppetti in bici.

Lo sport e la vita di paese

Un campo da tennis in terra rossa nel gioco, con due giocatori
Il doppio a tennis sotto la piazza.

Sui campi si gioca a pallone, sotto la piazza c'è il doppio a tennis, la mattina c'è il mercato e a mezzogiorno suonano le campane. Sulle panchine i signori del paese guardano passare la gente, e gli autobus di linea fanno il loro giro con le loro fermate.

Due anziani seduti su una panchina in una piazza del gioco
In panchina, a guardare il paese.

Il Lago di Nemi

Il Lago di Nemi nel gioco, con i boschi tutt'intorno al cratere
Il lago, giù nel cratere.

Dal paese si scende nel cratere fino all'acqua. Il Lago di Nemi è piccolo, rotondo e chiuso dai boschi: i Romani lo chiamavano lo «specchio di Diana», per il santuario della dea che sorgeva sulle sue rive. Sul fondo del lago sono rimaste per secoli le due grandi navi dell'imperatore Caligola, riportate alla luce negli anni Trenta svuotando in parte il lago. Nel gioco ci si tuffa e si nuota, e dai belvedere di Genzano lo si guarda dall'alto.

Panorama del Lago di Nemi dal belvedere di Genzano nel gioco
Il lago visto dal belvedere.

Nemi

Dall'altra parte del lago, aggrappata alla cresta del cratere, c'è Nemi: un borgo piccolissimo, famoso per le fragoline di bosco e per il Museo delle Navi Romane, costruito sulla riva per custodire le navi di Caligola. Nel gioco la strada sale fino al paese, e da lassù si vede Genzano dall'altra parte dell'acqua.

Com'è fatta la mappa

Le strade e gli edifici vengono dai dati aperti di OpenStreetMap e dalle sagome degli edifici di Microsoft; il rilievo dal modello del terreno europeo Copernicus; i boschi dall'ortofoto della Regione Lazio. Sopra ci sono modelli, facciate e personaggi creati con l'intelligenza artificiale. Il risultato è una Genzano riconoscibile ma reinventata: non una copia fedele, e con personaggi e storie tutti inventati. I dettagli sono nelle note legali.

Vai a vederla. Dalla piazza al lago ci vogliono pochi minuti in motorino.

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